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Ho voluto scrivere un articolo più approfondito sullo stile Gustaviano, di cui ho già parlato nell’articolo sullo Shabby Chic, per due motivi:

  1.  stile Shabby Chic e stile Gustaviano hanno molte caratteristiche in comune. Chi ama quindi il primo non può che apprezzare ed ammirare il secondo;
  2. lo stile Gustaviano merita grande attenzione, perché è uno stile antico, di Alto Antiquariato. Si è affermato alla fine del ‘700 e proprio grazie al gusto raffinato di re Gustavo III di Svezia.

Questi sono gli argomenti trattati nell’articolo:

Stile Gustaviano, Gustavian Shabby Chic e Swedish Style

Il termine stile Gustaviano indica lo stile che nacque con Gustavo III di Svezia alla fine del 1700. Si utilizza sia per descrivere uno stile antico (che caratterizzava le nobili dimore e le case di campagna della Svezia della fine del XVIII fino al 1830 circa), ma anche per indicare gli ambienti realizzati oggi secondo le caratteristiche dell’antico stile.

Il Gustavian Shabby Chic (o stile Gustaviano odierno) è il riproporsi, in forma attuale, dell’antico stile Gustaviano, di cui mantiene tutte le caratteristiche. Quando ci si riferisce ai nostri giorni, Gustavian Shabby Chic e stile Gustaviano quindi coincidono. Lo stile Gustaviano attuale, infatti, è considerato una delle varianti dello Shabby Chic. Per approfondimenti e chiarimenti, vi rimando al mio articolo “Shabby Chic : un articolo approfondito per scoprire ed amare questo stile“.

Swedish Style è lo stile predominante oggi nelle case svedesi. Queste hanno delle caratteristiche in comune con l’antico stile Gustaviano come, ad esempio, la predominanza del bianco.

L’Affascinante Figura di Re Gustavo III, Artefice dello Stile

Gustavo III Re di Svezia
Gustavo III Re di Svezia

Gustavo III divenne re di Svezia nel 1771. Da ragazzo era stato educato agli ideali dell’Illuminismo e anche lui, come tutti i nobili del tempo, era stato istruito anche tramite l’esperienza del viaggio. Aveva viaggiato molto in Europa e spesso si fermava per lunghi periodi di tempo nei Paesi europei che lo ospitavano. Erano due le Nazioni che lui amava particolarmente: la Francia e l’Italia.

In Francia regnava Luigi XV e Gustavo ammirava in modo particolare la moda, l’arte, l’architettura e lo stile dell’arredamento francese. Quando salì al trono non volle rinunciare a tanta bellezza e a tanta raffinatezza: abbellì i suoi palazzi secondo uno stile tutto suo, proprio quello che oggi chiamiamo ‘stile Gustaviano’.

Il suo stile di arredamento si ispira soprattutto alle forme dello stile Luigi XVI (1760-1789), ma risulta spogliato degli eccessi e dell’oro. Non disponendo della grande ricchezza di Luigi XV, Gustavo III fece della semplicità il suo punto di forza, la chiave della bellezza del suo stile.

Invitò nel suo Paese i più grandi artigiani italiani del tempo e insieme a loro diede vita allo stile Gustaviano: tutto era un inno alla luce (risorsa rara nei Paesi del Nord). Il bianco e i colori chiari pastello illuminavano le sue residenze, i grandi lampadari con gocce di cristallo, i grandi specchi, le grandi finestre bianche e il legno sbiancato dei pavimenti.

Le forme eleganti e raffinate del Luigi XVI si dipinsero di bianco diventando ancor più affascinanti. Non l’oro (di cui rimane solo qualche discreto tocco), né l’uso di materiali preziosi come il marmo, ma il legno di pino, abete, faggio e betulla caratterizzavano i suoi ambienti riempiendoli di soave semplicità.

Caratteristiche dello stile Gustaviano

Questo stile, come ho già detto, inizia con l’ascesa al trono di re Gustavo III nel 1771 e mantiene le sue forme fino al 1830 circa.

I Materiali, i Colori, i Pavimenti, le Pareti, le Stoffe

Il materiale più utilizzato è naturalmente il legno, sia per i mobili, prevalentemente dipinti di bianco, che per i pavimenti. Questi erano chiari, per riflettere più luce, spesso in legno di pino sbiancato. Non disponendo di oro o di altri materiali pregiati, gli artigiani al servizio di re Gustavo erano diventati maestri nella loro imitazione.

I colori che caratterizzavano gli ambienti erano chiari in tinte pastello. Troviamo oltre al bianco anche l’ocra, il celeste, il blu, il verde chiaro, il grigio.

Stile gustavianoUno degli elementi inequivocabili dello stile Gustaviano, direi un marchio di firma, è la conformazione delle pareti che si contrapponevano alla semplicità dei mobili creando scenografie stupende e raffinatissime.

Sulle pareti, dallo sfondo quasi sempre bianco, si raffiguravano nastri, fiocchi, fiori, festoni, ghirlande, tutti elementi dai tenui colori. In realtà spesso tutte queste decorazioni erano dipinte su pannelli di stoffa, grandi tele rettangolari chiuse da cornici. Queste arrivavano fin quasi al soffitto o sovrastavano le porte, mentre le boiserie chiare in legno decoravano la parte bassa delle pareti.

Sulle pareti si possono trovare anche decorazioni che richiamano al mondo classico come urne, greche e rosette, foglie d’alloro e medaglioni. Questo ritorno alla classicità è un trade d’union con lo stile Luigi XVI che prima dello stile Gustaviano aveva proposto ed affermato un richiamo alle forme classiche.

quadri erano spesso appesi a lunghi nastri a decorare la parte centrale dei grandi pannelli. I colori delle pareti richiamavano i colori delle stoffe e degli altri arredi fino a creare una grande armonia di colori delicati.

Le stoffe delle sedie, dei divani e delle poltrone riportavano motivi a quadri o lineari o piccole fantasie floreali.

Lo stile Gustaviano è una Rielaborazione dello Stile Luigi XVI

Prima di descrivere nel dettaglio i mobili degli interni gustaviani, non posso fare a meno di soffermarmi sullo Stile Luigi XVI. È indispensabile conoscerlo perché re Gustavo lo aveva ammirato nei suoi viaggi ed il suo stile nasce proprio da una rielaborazione dello stile neoclassico francese. Non si comprende lo stile Gustaviano se non si guarda allo stile Luigi XVI.

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Lo stile Luigi XVI si afferma circa dal 1760 fino al 1789, quindi quindici anni prima della salita al trono del re francese, nel 1774. Nasce come risposta agli eccessi decorativi e ai preziosismi dello stile Luigi XV. Dopo tanto sfarzo c’è il desiderio di un ritorno alla semplicità, dopo uno stile caratterizzato da linee estremamente mosse e asimmetriche, c’è un richiamo alle forme geometriche, dritte, regolari, quindi un neoclassicismo, una riscoperta del mondo antico, soprattutto della Grecia.

Vorrei richiamare in particolare l’attenzione su un elemento simbolico dello stile Luigi XVI: il dado con rosetta. Lo ritroveremo poi in quasi tutti i mobili in stile Gustaviano. Il dado con rosetta è l’elemento che fa da raccordo tra la gamba del mobile e il mobile stesso.

Stile gustaviano dado di rosetta

Particolare del dado con rosetta in un tavolo in Stile Gustaviano

Queste le caratteristiche principali dello stile Luigi XVI:

  1. il legno preferito è il mogano, naturalmente non colorato, ma intarsiato e molto decorato con disegni e simboli che richiamano alla classicità (ad esempio, il decoro alla greca);
  2. le decorazioni si semplificano, ma continuano ad avere un ruolo molto importante. Sono in bronzo dorato e raffigurano fiocchi, nastri, festoni, drappeggi, appunto rosette e richiami alla classicità, quindi pigne, greche e foglie d’acanto. Tutti questi elementi decorativi li ritroviamo, ad esempio sui pannelli in stoffa delle pareti nello stile Gustaviano;
  3. la dimensione dei mobili (ad esempio delle poltrone, dei divani) aumenta, e diventano più comodi e funzionali;
  4. la forma delle gambe dei mobili, insieme al dado a rosetta, è un altro simbolo inequivocabile dello stile Luigi XVI: sono dritte e verso il fondo si assottigliano ed hanno una scanalatura dritta o a elica. Questa forma caratterizza anche le gambe degli arredi gustaviani.
  5. fra i mobili tipici dello stile voglio ricordarvene due: il cassettone a mezzaluna (forma che si ritrova  anche nello stile Gustaviano) e la poltrona en cabriolet con il suo schienale a medaglione, elemento che diventerà tipico delle sedute gustaviane.

Un accenno allo Stile Luigi XV

Anche se Gustavo III predilige lo stile neoclassico di Luigi XVI, possiamo trovare nello stile Gustaviano anche qualche accenno e richiamo, seppur semplificato, allo stile Luigi XV. Questo inizia a partire dal 1715, è anche identificato come Rococò o Rocaille e naturalmente precede lo stile Luigi XVI.

Per poterlo riconoscere ed identificare, mi soffermo solo su due particolari caratteristiche di questo stile: le sue forme ad “S” e il decoro a Rocaille.

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Le forme ad “S” 

Lo stile Luigi XV nasce per le donne, asseconda tutti i loro desideri, è uno stile puramente femminile. L’utilizzo delle lacche, degli intarsi, delle decorazioni in bronzo arriva all’eccesso: ghirlande, foglie intrecciate, rocaille arricchiscono tutti gli arredi che perdono del tutto ogni regolarità. Le linee appaiono mosse, i profili ondulati, le forme asimmetriche; riconosciamo questo stile facilmente guardando la forma delle gambe degli arredi: esse appaiono sottili e flessuose e spesso sono ricoperte da fiori, rocaille o conchiglie. Insomma tutto parla di eccesso e di sfarzo.

Come ho già detto, nello stile Gustaviano possono ritrovarsi, talvolta, le forme, semplificate, del Luigi XV; se ne possono vedere vari esempi guardando le poltrone, le sedie e i divani.

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Molto significativa è la seconda foto in cui si possono confrontare due sedie entrambe in stile Gustaviano: quella di sinistra riprende le forme neoclassiche del Luigi XVI, quella di destra, si rifà alle forme mosse dello stile Luigi XV. La prima foto, invece, mostra delle poltroncine in stile Gustaviano dalle forme del Luigi XV.

Il decoro a Rocaille

Elemento inequivocabile dello Stile è il decoro a Rocaille. Il termine “rocaille” dal francese significa ‘giardino roccioso’. Il termine si utilizzava per indicare le grotte finte ricoperte di conchiglie che nel ‘600 venivano costruite per abbellire i parchi. Il decoro a rocaille quindi rappresentava delle rocce che ospitavano conchiglie spesso deformate, allungate.

Nello stile Gustaviano è possibile ritrovare questo decoro oltre che sui mobili anche sulle pareti dipinte.

I Mobili dello stile Gustaviano

Gli Orologi o Mora Clocks

Un oggetto di arredo unico e inequivocabile della casa e dello stile Gustaviano è il Mora Clock o Gustavian Mora Clock. Si tratta di un orologio da terra che si diffuse in Svezia nella fine del ‘700 ed ebbe un successo strepitoso. Prende il nome dalla piccola città in cui venne prodotto per la prima volta: Mora. Il suo primo costruttore fu Krång Anders Andersson (1727-1799) che inscriveva le sue iniziali sugli orologi che costruiva.

In realtà in tutta la città di Mora si sviluppò pian piano una fiorente produzione artigianale di questi orologi tanto che divenne un introito in più per le famiglie del luogo che si trovavano a vivere in una regione povera dedita all’agricoltura. Ogni famiglia era specializzata e si occupava della produzione di una particolare parte dell’orologio. Questo però veniva venduto senza la parte sottostante; il compratore quindi doveva provvedere da solo alla sua realizzazione e spesso si affidava all’abile manifattura di qualcuno del luogo. Questo ci spiega la grande varietà di orologi che furono prodotti. 

Vennero fabbricati fino a 1000 orologi all’anno, in seguito poi la loro produzione andò diminuendo con l’arrivo sul mercato di orologi meno cari provenienti dalla Germania e dall’America.

Tuttora il Mora Clock non può mancare in una casa decorata in stile Gustaviano; è un elegante elemento sia decorativo che funzionale, che appartiene pienamente anche allo Shabby Chic per i suoi colori delicati ed il suo legno vissuto.

La Stufa 

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Insieme all’orologio, la stufa in piastrelle di ceramica è un altro elemento unico dell’arredo in stile Gustaviano. Le stufe avevano sostituito il camino e i loro fantastici e delicati decori realizzati soprattutto su fondo bianco si integravano perfettamente con le stoffe degli arredi e con le bellissime pareti dipinte.

Le piastrelle di ceramica erano dipinte a diversi colori, ma l’azzurro su fondo bianco resta una delle tinte favorite.

Sedie, Poltrone e Divani

Le sedie, le poltrone e i divani hanno le forme classiche del Luigi XVI o del Luigi XV ed erano dipinte soprattutto di bianco con semplici intagli nel legno. Da notare il dado con rosetta che fa da raccordo tra la gamba della seduta e la seduta stessa e il caratteristico schienale a medaglione tipico della sedia gustaviana.

Altri Mobili dello stile Gustaviano

Conclusioni

Io rimango sempre stupita del forte legame che c’è tra lo Stile di un Mobile e l’Uomo che dà vita a quello Stile. Un arredo, le sue forme, i suoi colori, la sua conformazione ci parlano molto dell’Uomo che lo ha ideato, del periodo storico in cui viveva, della sua cultura, del suo ambiente. Il Mobile ci parla della storia dell’Uomo perché tutte le sue caratteristiche hanno una ragione di essere. Lo Shabby Chic, con il suo fascino dell’antico, non è forse un porgere attenzione dell’Uomo al passare del Tempo? Non è forse un voler recuperare il valore del Passato, della Storia? Non è forse un voler fermare il Tempo che nella nostra Società corre sempre più veloce?

Bibliografia

  • Come riconoscere gli stili, Luigi XIV, Luigi XV, Luigi XVI (allegato al n.68 di “Le idee di Casamia” Gennaio 2004);
  • Come riconoscere gli stili, Mobili d’Europa, dall’Inghilterra al Gustaviano (allegato al n. 71 di “Le idee di Casamia” Aprile 2004;
  • Wikipedia;
  • Un ringraziamento particolare a http://www.gustavian.com per il permesso di pubblicare le foto dei mobili in stile Gustaviano.

Francesca Isacchi

Francesca Isacchi

Fondatrice e blogger di shabbylab.it, moglie e mamma di due bambini. Laureata in Lettere, ama scrivere ed ha talento nella manualità.Si occupa del relook di mobili e di ambienti in stile shabby chic: la sua grande passione. Contatti

 

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